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Elio Ottin, la campagna, passione di una vita

Il viticoltore valdostano racconta il suo lavoro divenuto a poco a poco la storia della sua vita.

 “Lavoro la campagna fin da bambino. E’ una passione che coltivo da sempre. Anche dopo il diploma di perito agrario, pur avendo iniziato a lavorare in Regione, all’Assessorato all’agricoltura, ho continuato a occuparmi delle vigne di famiglia”.

Elio Ottin, viticoltore, produce il suo vino nella piccola frazione Porossan Neyves della città di Aosta, un luogo delizioso, dove l’agricoltura occupa ancora uno spazio importante.
Negli anni la piccola azienda è cresciuta ed Elio ha deciso di acquistare nuove vigne e frutteti. La scelta di passare al part time in amministrazione regionale è stata quindi una conseguenza naturale: ha deciso di dare priorità all’attività agricola.

“Negli anni sono poi passato a un periodo di aspettativa, fino al licenziamento nel 2002.Ho deciso di chiudere con il pubblico impiego e dedicarmi a tempo pieno alla mia azienda. Il ritorno alla “terra”è stato graduale. Non fare scelte avventate è un aspetto che mi caratterizza. In questa ottica, dopo alcuni anni di attività, nel 2007 ho deciso di produrre il vino; dagli anni ’90 conferivo l’uva a una cooperativa sociale valdostana.

La scelta non è derivata da ragioni economiche, ma da una profonda passione. Pur essendo una persona razionale, credo che la vita sia una sola e quindi vada vissuta cercando di realizzare i propri sogni. Quando coltivi la vigna, impari che su un tipo di terreno è meglio piantare una qualità di vigneto piuttosto che un altro. Curi la tua uva per tutto l’anno. Se quando arriva la vendemmia porti il vino alla cooperativa tutto il processo si interrompe. Non sei più tu che decidi come vinificare, che personalità far prendere a quel vino. C’è stato un momento nella mia vita in cui ho deciso di “finire il percorso”. Partendo dalla scelta del terreno, all’impianto del vigneto, fino alla produzione del vino.” 

Ottin produce circa 40.000 bottiglie all’anno. Quattro i vini: un bianco, la Petite Arvine e tre rossi, Pinot nero, Fumin e Torrette superiore, provenienti dai vigneti situati sulle colline di Aosta, Saint-Christophe e Quart.

Ho scelto vitigni autoctoni, custodi della storia secolare della viticultura valdostana, in grado di esprimere al meglio i sapori del territorio.”

I riconoscimenti conseguiti in questi cinque anni testimoniano che la scelta è stata giusta.

Ottin segue tecniche di lavorazione che rispettano la natura e i cicli stagionali.

Le condizioni climatiche della regione favoriscono un ridotto uso di fitofarmaci. Grazie all’uso di predatori naturali degli acari e degli insetti non utilizza né insetticidi né acaricidi. Anche la concimazione avviene principalmente attraverso l’uso di concimi naturali, come il letame bovino disponibile nell’azienda agricola.

“Nelle mie vigne lavoriamo ancora molto a mano, dalla potatura ai diradamenti: desidero che si raggiunga un equilibrio vegeto-produttivo ottimale.”

I vini sono davvero un bell'esempio di quello che può offrire questa piccola regione dalle caratteristiche straordinarie; viticoltura difficile, a volte estrema, ma quello che restituisce nel calice ne racchiude tutto il fascino e merita assoluta attenzione.

Mont Torretta - Bellon  

VIVA - Valle d'Aosta unica per natura